di Claudia Viggiani

Il mio lavoro consiste nel rendere pubblici pensieri, riflessioni e spunti che permettano alle persone di vedere ciò che si palesa dinnanzi a loro ma che non sempre è così facile comprendere.
Io parlo e scrivo per illustrare un fatto, una storia, un evento che molto probabilmente ha portato poi anche alla realizzazione di un’opera d’arte o di un bene culturale.
L’accesso al bello, e con esso alla gioia, costringe a volte ad un percorso tortuoso, faticoso ed impervio che non sempre riusciamo a compiere da soli.
Perché per accedervi abbiamo bisogno di perderci e di ritrovarci in una nuova dimensione sempre più sincera e profonda, accompagnati da un essere adeguato, che ci preceda nel cammino; una persona in grado di guidarci nei meandri oscuri del nuovo e dell’inesplorato.
Ho visto persone commuoversi per parole da me pronunciate ed altre sbuffare per idee che ho comunicato loro.
Il mio esprimermi ha a che fare con la mia professione e se si crede che uno storico dell’arte sia altro da quello che è, be’ allora c’è un malinteso di fondo. Lo studioso è una persona che raccoglie in sé informazioni selezionate e strumentali alla sua conoscenza.
La fortuna di incontrarlo è nel riconoscere l’autenticità del suo sapere.
Non bisogna mai aspettarsi niente da chi sa qualcosa che noi crediamo di non conoscere.
Perché la strada del bello è una e l’itinerario è lo stesso da migliaia di anni.
E sono i singoli individui che scelgono la meta, non la guida che accompagna loro.

Immagine in evidenza
Carl Ludwig Frommel, Monte Pincio, litografia stampata a colori, incisione da Karl Lindemann, 1844, Collezione privata

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